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Adriaan, sentiamo molto parlare della missione Artemis. Qual è il coinvolgimento dei Paesi Bassi?
Artemis II rappresenta un momento storico; per la prima volta dal 1972, gli esseri umani stanno tornando sulla Luna. Ciò che molte persone non sanno è che il settore aerospaziale olandese è direttamente coinvolto. L'Agenzia Spaziale Europea ESA fornisce il vitale modulo di servizio europeo per la navicella spaziale Orion, che fornisce agli astronauti ossigeno, acqua e propulsione. L'energia per questo modulo è fornita da pannelli solari olandesi di alta qualità provenienti da Leiden.
Avete esaminato la politica olandese degli ultimi sette anni. Quali sono le conclusioni principali?
L'evaluazione mostra che la politica spaziale olandese nel periodo 2017-2024 è stata efficiente; le risorse pubbliche disponibili sono state utilizzate in modo efficace. Allo stesso tempo, l'efficacia non è stata all'altezza delle ambizioni elevate. Ciò è dovuto principalmente alla limitata disponibilità di risorse pubbliche e al fatto che il contributo olandese all'ESA è rimasto relativamente basso rispetto ad altri Stati membri. Ad esempio, in proporzione al prodotto interno lordo (PIL), i Paesi Bassi hanno investito meno rispetto alla norma concordata. La spazio è in gran parte un bene pubblico con effetti esterni positivi e la partecipazione olandese a programmi internazionali porta benefici di scala.
Inoltre, la politica spaziale olandese è stata sostanzialmente modificata negli ultimi anni, con una maggiore attenzione alla sicurezza, alla difesa e all'autonomia strategica. La maggior parte delle raccomandazioni della valutazione precedente della politica spaziale (per il periodo 2012-2016), condotta anche da Dialogic, è stata adottata. Una raccomandazione che purtroppo non è stata accolta è stata l'aumento del budget per la politica spaziale, sebbene questo sia considerato necessario ed urgente dal settore aerospaziale.
Qual è la posizione dei Paesi Bassi in campo economico e scientifico in questa contesto internazionale?
Dal punto di vista scientifico, i Paesi Bassi si trovano al vertice mondiale, con istituti come SRON, TNO e NLR che svolgono un ruolo di spicco nelle missioni internazionali. I nostri istituti e le nostre aziende sono indispensabili nello sviluppo di strumenti avanzati per osservazioni terrestri e ricerca climatica. Dal punto di vista economico, il cosiddetto 'geo-return' è un successo importante: per ogni euro investito nei Paesi Bassi nell'ESA, circa €1,08 tornano attualmente al settore privato e alle istituzioni di conoscenza olandesi sotto forma di commesse. Anche se il geo-return ha mostrato una tendenza al ribasso nel corso degli anni, l'ESTEC (il Centro europeo di ricerca spaziale situato a Noordwijk, sostenuto in parte con risorse olandesi) ha generato effetti collaterali positivi per le imprese e le istituzioni di conoscenza olandesi.
Il rapporto descrive il futuro della politica spaziale come promettente. Su cosa si basa?
La prossima politica spaziale sembra promettente, anche grazie all'introduzione nel 2024 della 'Agenda spaziale a lungo termine' (LTR). All'interno di questa agenda sono state definite sei chiare missioni che si concentrano su temi come la sicurezza nazionale, il clima, l'eccellenza scientifica e la crescita economica. Importanti passi sono stati compiuti con l'istituzione del 'Consiglio interdipartimentale per il dominio spaziale' (IRR) e il trasformazione dell'Ufficio Spaziale dei Paesi Bassi (NSO) nell 'Agenzia Spaziale dei Paesi Bassi' (NLSA) nel marzo 2026. Rafforzando l'attuazione attraverso il passaggio da un ufficio a un'agenzia, i Paesi Bassi possono meglio difendere i propri interessi nelle organizzazioni europee come l'ESA e l'agenzia sarà riconosciuta a livello internazionale. Inoltre, lo scorso novembre, durante la conferenza dei ministri dell'ESA a Brema, i Paesi Bassi hanno annunciato un aumento del contributo all'ESA per il periodo 2026-2028 di €109 milioni.
Quali sono le principali lezioni per gli anni a venire?
Anche se le basi sono solide, per il futuro i Paesi Bassi devono fare scelte più oculate. Con le risorse attuali, è difficile realizzare completamente tutte le ambizioni contemporaneamente. La priorità va data alle missioni in cui i Paesi Bassi sono già forti, come l'osservazione terrestre e le comunicazioni satellitari. È necessario concentrarsi maggiormente sulla ricerca di talenti tecnici e migliorare la collaborazione tra l'ufficio ESA a Noordwijk (ESTEC) ed l'ecosistema olandese, per sfruttare al meglio le opportunità offerte dall'industria aerospaziale. Il governo potrebbe svolgere un ruolo ancora più importante come committente per il settore aerospaziale e creare le condizioni affinché le aziende aerospaziali olandesi possano diventare leader mondiali, ad esempio attraverso la massima divulgazione dei dati satellitari per sviluppare prodotti innovativi che contribuiscano alle transizioni sociali e alla capacità di guadagno olandese. Infine, è fondamentale formulare gli obiettivi della futura politica spaziale il più concretamente possibile, ad esempio con indicatori più mirati, offrendo così (migliori) opzioni per monitorare, valutare e correggere la politica.
